Psicologia - Jerome Bruner
Collocazione intellettuale
Lo psicologo statunitense, nato nel 1915 a New York, è stato uno studioso
di difficile collocazione. Oppositore del comportamentismo, offrì importanti
contributi al cognitivismo, influenzò diversi autori costruttivisti,
dedicandosi anche alla psicologia culturale.
Bruner e la teoria motivazionale
Secondo questa teoria, le condizioni in cui si trova l’organismo e le sue
necessità svolgono un ruolo importante nei processi cognitivi. Bruner al
contrario critica l’idea comportamentista che i processi cognitivi superiori,
come il pensiero e il linguaggio, avvengano secondo una logica meccanica di
stimolo-risposta.
Il comportamento intelligente e il ruolo della
rappresentazione
La percezione e l’elaborazione delle informazioni è possibile grazie a strategie di risposta per controllare il mondo circostante. L’uomo seleziona le informazioni che gli si presentano, grazie al fatto che la mente è capace di compiere generalizzazioni astratte, creare concetti, schemi mentali, fare calcoli, dare senso alla realtà circostante. Un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo lo gioca la rappresentazione, una sorta di sistema di codifica delle informazioni, in tre diverse forme:
· Le rappresentazioni
esecutive: sono caratteristiche del primo anno di vita del bambino, legate
ad azioni pratiche. Permangono anche nei periodi successivi, come ad esempio l’allacciarsi
le scarpe.
· Le rappresentazioni iconiche: permettono di evocare un oggetto o una situazione anche in sua assenza, con immagini mentali che compaiono verso i dodici mesi.
Le rappresentazioni simboliche: consistono nell’utilizzo di simboli e hanno permesso di sviluppare il pensiero logico-scientifico e narrativo, compaiono verso i 18 mesi e continuano fino all’adolescenza.
I concetti, gli attributi e le categorie
La formazione di concetti è fondamentale. Questi sono una quantità enorme
per ogni individuo, perché ogni evento, informazione, oggetto in cui ci imbattiamo
diventa un concetto, codificato grazie agli attributi, ossia a caratteristiche
precise. Ad esempio il concetto di casa: essa deve avere una porta d’ingresso,
stanze, cucina, un tetto, finestre, ecc. Questi sono tutti attributi del concetto
di casa. Non tutti però sono indispensabili: ci sono attributi rilevanti
per il riconoscimento, e irrilevanti. Il giardino o il garage sono irrilevanti,
ad esempio. Gli attributi rilevanti anche detti ricorrenti, perché ci devono
sempre essere in quel dato concetto.
Economia cognitiva. Secondo la psicologa Eleanor Rosch le categorie
hanno la funzione di ridurre la complessità del mondo esterno, di ridurre la
quantità di informazioni ricordate nelle infinite situazioni della vita quotidiana.
Nell’esempio del concetto di casa, già ne conosciamo elementi e funzioni, non occorre
ricordare e osservare tutto.
Le categorie sono bi-dimensionali: verticale e orizzontale. Ad esempio: mammifero, cane, boxer hanno un diverso grado di inclusività, con la categoria mammifero più inclusiva di cane e di boxer. Un’organizzazione gerarchica verticale prevede categorie sovraordinate, base e subordinate. Altro esempio: mezzo trasporto, auto, 500. La categoria auto è più ricorrente rispetto alle altre due, infatti la categoria base sta a metà strada. Diversamente, cane e gatto, boxer e siamese, sono categorie poste sullo stesso piano della scala gerarchica, in una dimensione orizzontale.
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