Antropologia - Malinowski
Questo antropologo di origine polacca, naturalizzato britannico, fu uno dei
fondatori dell’etnografia sul campo, consistente nell’immersione dello studioso
nella cultura e nella realtà sociale che intende analizzare. Nel mondo anglosassone
l’interesse crescente per le popolazioni rimaste a uno stadio primitivo e
sottomesse nel vasto impero britannico, aveva portato alla creazione di diverse
cattedre universitarie e fu in questo clima che lavorò Malinowski. Egli ebbe
una enorme influenza e generazioni di studiosi si richiamarono a lui, come
figura ideale ricercatore sul campo.
L’esempio di William Rivers
Malinovski seguì le orme di William Rivers, un medico di formazione che nel
1898 partecipò a una spedizione antropologica nel Pacifico, sviluppando metodologie
innovative e finendo per insegnare all’Università di Cambridge. In particolare
definì l’importanza di abitare e vivere per un lungo periodo con le comunità
indigene che si intendono studiare e che queste devono essere numericamente
ristrette, in modo da poter conoscere personalmente tutti i membri e poterne
studiare gli importantissimi rapporti di parentela.
Malinowski nel Pacifico occidentale
Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Malinowski si trovava
in Australia per un convegno. Invece di essere catturato come cittadino di un
Paese nemico, gli fu concesso di studiare la vita sociale delle comunità nelle
isole Tobriand, nell’oceano Pacifico. Qui Malinowski visse per diversi anni a
stretto contatto con gli indigeni, imparando la loro lingua e incentrando la
sua ricerca su un nuovo metodo: entrare nel loro punto di vista, nella loro visione
del mondo, costruendo rapporti di intimità e fiducia. Lo sforzo fu notevole e
nei suoi diari si può leggere che spesso si sentì a disagio a vivere in un
popolo con abitudini tanto diverse dalle proprie.
Da questa esperienza nacque quello che è considerato il suo capolavoro:
Argonauti del Pacifico occidentale, pubblicato nel 1922. Quest’opera, come
anche altre incentrate sugli anni trascorsi nel Pacifico occidentale, lo
portarono a teorizzare il concetto di società integrate funzionalmente: le
istituzioni politiche, il diritto, i miti, i riti, l’economia, ecc. non sono
aspetti a sé stanti, ma insieme contribuiscono al funzionamento della società.
Per arrivare a una visione complessiva della vita della comunità, nessuno di
essi può essere escluso.
La cultura come tutto integrale
Malinowski definisce la cultura come “il tutto integrale consistente negli
strumenti e nei beni di consumo, nelle idee e nelle arti, nelle credenze e nei
costumi”. Per lui la cultura è fatta di valori, simboli, concetti ma anche
relazioni politiche, sociali, ecc. ed essa consiste in una serie di risposte
alle necessità imposte dall’adattamento all’ambiente.
La magia
Malinowski definisce la magia come una risposta emotiva a una situazione
non controllabile. Per lui non è un momento precedente alla religione e alla
scienza, ma un modo per mettere l’uomo nelle condizioni di compiere i suoi compiti
importanti, di mantenere il suo equilibrio, ritualizzando l’ottimismo.
Dal 1923 al 1938, Malinowski visse per lunghi periodi a Bolzano e Soprabolzano, con la moglie e le figlie
Commenti
Posta un commento