Antropologia - Malinowski

                        Bronislaw Malinowski (1894-1942)

Questo antropologo di origine polacca, naturalizzato britannico, fu uno dei fondatori dell’etnografia sul campo, consistente nell’immersione dello studioso nella cultura e nella realtà sociale che intende analizzare. Nel mondo anglosassone l’interesse crescente per le popolazioni rimaste a uno stadio primitivo e sottomesse nel vasto impero britannico, aveva portato alla creazione di diverse cattedre universitarie e fu in questo clima che lavorò Malinowski. Egli ebbe una enorme influenza e generazioni di studiosi si richiamarono a lui, come figura ideale ricercatore sul campo.

L’esempio di William Rivers

Malinovski seguì le orme di William Rivers, un medico di formazione che nel 1898 partecipò a una spedizione antropologica nel Pacifico, sviluppando metodologie innovative e finendo per insegnare all’Università di Cambridge. In particolare definì l’importanza di abitare e vivere per un lungo periodo con le comunità indigene che si intendono studiare e che queste devono essere numericamente ristrette, in modo da poter conoscere personalmente tutti i membri e poterne studiare gli importantissimi rapporti di parentela.

Malinowski nel Pacifico occidentale


Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Malinowski si trovava in Australia per un convegno. Invece di essere catturato come cittadino di un Paese nemico, gli fu concesso di studiare la vita sociale delle comunità nelle isole Tobriand, nell’oceano Pacifico. Qui Malinowski visse per diversi anni a stretto contatto con gli indigeni, imparando la loro lingua e incentrando la sua ricerca su un nuovo metodo: entrare nel loro punto di vista, nella loro visione del mondo, costruendo rapporti di intimità e fiducia. Lo sforzo fu notevole e nei suoi diari si può leggere che spesso si sentì a disagio a vivere in un popolo con abitudini tanto diverse dalle proprie.

Da questa esperienza nacque quello che è considerato il suo capolavoro: Argonauti del Pacifico occidentale, pubblicato nel 1922. Quest’opera, come anche altre incentrate sugli anni trascorsi nel Pacifico occidentale, lo portarono a teorizzare il concetto di società integrate funzionalmente: le istituzioni politiche, il diritto, i miti, i riti, l’economia, ecc. non sono aspetti a sé stanti, ma insieme contribuiscono al funzionamento della società. Per arrivare a una visione complessiva della vita della comunità, nessuno di essi può essere escluso.

La cultura come tutto integrale

Malinowski definisce la cultura come “il tutto integrale consistente negli strumenti e nei beni di consumo, nelle idee e nelle arti, nelle credenze e nei costumi”. Per lui la cultura è fatta di valori, simboli, concetti ma anche relazioni politiche, sociali, ecc. ed essa consiste in una serie di risposte alle necessità imposte dall’adattamento all’ambiente.

La magia

Malinowski definisce la magia come una risposta emotiva a una situazione non controllabile. Per lui non è un momento precedente alla religione e alla scienza, ma un modo per mettere l’uomo nelle condizioni di compiere i suoi compiti importanti, di mantenere il suo equilibrio, ritualizzando l’ottimismo.

                  Dal 1923 al 1938, Malinowski visse per lunghi periodi a Bolzano e Soprabolzano, con la moglie e le figlie

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