Antropologia

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L'antropologia (dal greco "anthropos", uomo, e "logos", studio o discorso) studia il genere umano dal punto di vista culturale, cioè le idee e i comportamenti che sono caratteristici degli esseri umani che vivono in società tra loro lontane con diverse tradizioni e stili di vita. Ha l'obiettivo di cercare anche le somiglianze che esistono tra le idee e comportamenti di società diverse, quindi è un sapere comparativo.

Al di là della classicità greca (Erodoto, V secolo a.C), tracce più consistenti degli inizi dell'antropologia li troviamo nel Quattrocento e nel Cinquecento nei dibattiti anche etici che seguirono la scoperta dell'America. Le descrizioni dei costumi e delle istituzioni sociali dei popoli lontani dall'Europa divennero sempre più numerose, ma non rientravano in un vero e proprio progetto scientifico riconoscibile come "antropologico". Ma fu solo con l'Illuminismo che si cominciò a elaborare una teoria sul genere umano come una unica specie costituita da individui potenzialmente dotati delle stesse facoltà mentali e nel corso dell'Ottocento, l'interesse per i popoli "esotici" (americani, africani, orientali) si sviluppò ulteriormente. Anche se a volte collaborarono con le istituzioni e le amministrazioni coloniali dei loro Paesi, gli antropologi si sono distinti dai colonizzatori per la volontà di stabilire rapporti di reciproca comprensione con le popolazioni da loro studiate. 

Che cosa fa un antropologo?

Gli antropologi si occupano soprattutto di popoli a loro contemporanei ma geograficamente lontani. Lo studio delle istituzioni sociali e politiche, dei riti, delle credenze religiose, dell'arte dei popoli "lontani e diversi" da quelli europei e di origine europea ha rappresentato l'oggetto privilegiato dell'antropologia.

Alle sue origini (fine Ottocento, inizi Novecento), l'antropologia studiava i cosiddetti "selvaggi" (popoli geograficamente e culturalmente lontani) e gli studiosi si recavano personalmente presso le popolazioni oggetto di studio; più tardi, a partire dal Novecento, iniziarono ad interessarsi anche dei popoli più vicini all'Europa, con istituzioni simili a quelle occidentali per complessità e funzioni; oggi, studiano sia popoli lontani che vicini, di tutte le forme di società e di tutte le culture.

La pratica antropologica

Il contatto diretto con le popolazioni di cui si parla è la base della pratica antropologica, che prevede anche l'incontro con esseri umani con costumi, tradizioni, istituzioni diverse, unendo le conoscenze teoriche della disciplina con la personale esperienza di osservazione, riflessioni, ricerca.


Professione antropologo | Rivista Africa


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