Sociologia - Erving Goffman

 

                                 Erving Goffman (1922-1982)

Il sociologo canadese Erving Goffman diede un’impostazione molto originale alla sua ricerca scientifica, spostando la sua attenzione dai grandi fenomeni sociali agli aspetti sociali dei comportamenti quotidiani, dando il via a una sociologia della vita quotidiana.

La vita sociale come rappresentazione



In quest’opera del 1959, Goffman sviluppa un modello detto drammaturgico: in sostanza descrive la vita sociale come un palcoscenico su cui gli individui si muovono come attori che interpretano una parte, comportandosi nel modo migliore per controllare le impressioni che desta negli altri. “Recitare una parte” non è un’azione in malafede, ma un aspetto essenziale delle relazioni sociali.

Asylum: saggi sulla condizione sociale dei malati di mente e altri pazienti


In questo saggio del 1961 invece, Goffman teorizza il concetto di istituzione totale: carceri, caserme, ospedali psichiatrici, tutti luoghi dove l’individuo vive per lunghi periodi senza poter godere della libertà personale. In particolare, il sociologo canadese studiò la vita nell’ospedale psichiatrico di Washington, giungendo a inquietanti risultati: i pazienti subivano un processo di degradazione della propria personalità e questo accadeva perché l’obiettivo principale dell’istituzione non era la cura, ma il mantenere l’ordine, anche a costo di prevaricare le persone.

Qualcuno volò sul nido del cuculo

                               L'attore Jack Nicholson interpreta Patrick McMurphy in una scena del film

Questo romanzo, pubblicato dallo scrittore americano Ken Kesey nel 1962 e da cui il regista Milos Forman trarrà un film nel 1975, racconta una vicenda drammatica, simile a quelle descritte dallo stesso Goffman in Asylum. Patrick McMurphy, un detenuto ricoverato in osservazione per valutare se affetto da malattie mentali, ma in realtà normale, per il fatto di creare scompiglio e minare la rigida disciplina dell’ospedale psichiatrico, verrà prima trattato con l’elettroshock e poi addirittura lobotomizzato. Un trattamento disumano che per decenni sono stati la normalità in molti istituti psichiatrici.

Un caso analogo accadde a Lou Reed, celebre musicista statunitense e leader dei Velvet Underground, che venne ripetutamente e assurdamente sottoposto ad elettroshock in un ospedale psichiatrico.

                                Lou Reed (1942-2013)


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