Psicologia - Vygotskij e Piaget

Lev Vygotskij 

Lev Vygotskij è il principale esponente dell’approccio storico culturale della psicologia. L'idea centrale della sua prospettiva è che lo sviluppo della psiche è guidato e influenzato dal contesto sociale, quindi dalla cultura del particolare luogo e momento storico in cui l'individuo si trova a vivere e che provoca quindi delle stimolazioni nel bambino e si sviluppa tramite "strumenti" (come il linguaggio) che l'ambiente mette a disposizione. Vygotskij, dunque, pone l’accento sui fattori storici, sociali e culturali che influiscono sullo sviluppo psichico dell’individuo.

Lo psicologo bielorusso lavorò all’indomani della rivoluzione sovietica e con l’ascesa al potere di Stalin le sue opere furono messe al bando e restarono a lungo sconosciute in Occidente, dove giunsero solo negli anni Sessanta del secolo scorso, con un forte impatto e ponendosi in modo differente rispetto al pensiero di Piaget. Per lo svizzero lo sviluppo cognitivo avviene per stadi definiti dall’età, per Vygotskij invece dipende appunto dall’ambiente e dalla cultura a cui un soggetto è sottoposto. Lo sviluppo è dunque l’esito di attività e interazioni sociali, in un contesto storico determinato. Alcuni esempi: gli aborigeni sono dotati di un orientamento straordinario, un occidentale è abile nell’utilizzare la tecnologia; nel fare un puzzle un bambino, se un adulto lo incoraggia e gli dà indicazioni, riuscirà nel compito e la volta successiva lo farà più velocemente e meglio. Gli adulti svolgono un ruolo fondamentale per creare situazioni in cui mettere alla prova il bambino per migliorare le sue capacità di destreggiarsi poi autonomamente. In questo senso le indicazioni verbali sono molto importanti, in un processo in cui azioni e conoscenze verranno via via interiorizzate e quindi svolte in autonomia.

La Zona di sviluppo prossimale è un concetto fondamentale in Vygotskij. È la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale del bambino, che può essere raggiunto con l'aiuto di altre persone, che siano adulti o dei pari con un livello di competenza maggiore. Secondo Vygotskij, l'educatore dovrebbe proporre al bambino problemi di livello un po' superiore alle sue attuali competenze, ma abbastanza semplici da risultargli comprensibili; insomma, all'interno di quell'area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri (la ZSP, appunto). Le possibilità cognitive del bambino sono stimolate in famiglia, a scuola, ecc. e l’interazione con l’adulto aiuta a colmare la differenza tra sviluppo attuale e potenziale.

Il progresso attraverso la Zona di sviluppo prossimale si sviluppa in tre fasi. Nella prima il bambino è colpito soprattutto dalle somiglianze e per questo l’adulto deve dimostrare e guidare, mentre il bambino si limita ad ubbidire e imitare; nella seconda il bambino è capace di generalizzazioni e di nessi concreti, ad esempio riconosce una casa come tale anche se diversa dalla sua; nella terza formula concetti, ad esempio pensare a una casa in astratto anche senza vederla e crea collegamenti tra concetti a livello astratto.




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