Pedagogia - L'Umanesimo

Il Medioevo è spesso ritenuto un periodo buio della civiltà europea, del quale si è soprattutto sottolineato la mera trasmissione della cultura classica nei secoli, grazie al ruolo svolto dai monasteri. Questa impressione è stata tramandata riprendendo molti umanisti, che indirizzavano la loro critica soprattutto agli aspetti teologici del Medioevo, contrapponendo una nuova visione del mondo. Umanesimo deriva infatti dal concetto di humanitas latina, in senso estetico ma soprattutto morale, e si riferisce al valore unico dell’uomo tra tutti gli esseri viventi. Tra gli altri, Pico della Mirandola e Marsilio Ficino, hanno sottolineato l'oscillare dell'uomo tra natura e spirito, con la capacità di raggiungere vette sublimi ma anche abissi di degrado. All'esaltazione dell'uomo si aggiunge la consapevolezza della drammaticità della sua condizione esistenziale. L'umanesimo si contrappone alla staticità della teologia dei secoli precedenti e della Scolastica in particolare e in questo sta la sua modernità. Il pensiero di Tommaso d'Aquino e Bonaventura di Bagnoregio e in generale la cultura scolastica entra in crisi, criticata dagli umanisti e in particolare da autori come Duns Scoto, Guglielmo di Occam. Tra i primi grandi umanisti ci sono quindi diverse personalità religiose.

In questo periodo vennero fondati nuovi movimenti religiosi, anticipatori degli sconvolgimenti del Cinquecento. L'agostinismo riscopre la vita interiore e la semplicità del discorso evangelico come fonti autentiche del cristianesimo. I Fratelli della Vita comune, un movimento improntato a questi valori, ebbe grande rilievo anche a fini educativi e influenzò un celebre autore quale Erasmo da Rotterdam.

Quando inizia l'Umanesimo?

Secondo alcuni studiosi inizia con Dante Alighieri, ma per la maggior parte è Francesco Petrarca il vero iniziatore di questa corrente, anche ravvisando però una continuità con il Medioevo. Definire una data precisa è però molto difficile.

Umanesimo e classicità

Gli autori umanisti sostengono la necessità di un ritorno a un'idealizzata classicità, riscoprendone la bellezza. Questo processo ebbe inizio in Italia, all'epoca l'area più avanzata d'Europa.

In questo periodo si ebbe una riscoperta della lingua greca antica, che permise una conoscenza diretta degli autori della cultura greca. Fino ad allora i filosofi ellenistici erano conosciuti solo attraverso traduzioni latine. Dotti bizantini giunsero in Occidente per insegnare il greco e rendere così accessibili i tesori della sua letteratura e filosofia, creando un grande entusiasmo tra gli intellettuali a partire dalla seconda metà del Trecento. Da allora, oltre al latino l’uomo colto studia anche il greco.


Una delle acquisizione più importanti dell'umanesimo è la nascita della filologia, che si sviluppa a partire da ricerche e studi nelle biblioteche, e che portò a una rinnovata passione per l'eloquenza e le belle lettere.



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